Questi sono i miei principi. Se non ti piacciono, ne ho degli altri (Groucho Marx).
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CrEaTiVe CoMmOnS lIcEnSe
Si è sempre detto che in Italia i lavoratori dipendenti scioperano solo quando c'è un governo di destra. Dall'avvento del governo Prodi gli scioperi non sono mancati: avvocati, tassisti, piloti alitalia ed infine i giornalisti.
Quest'ultimi sono i più "incazzati" con i propri editori perchè non vedono rinnovati i propri contratti da 2 anni. Allora sciopero ad oltranza di quasi tutti le testate. Di questo mi è rimasto in mente un pò di cose:
- Libero, Il Giornale ed il Giorno sono regolarmente in edicola. Le ipotesi sono: i loro giornlisti non credono nello sciopero, oppure non possono scioperare per contratto, oppure hanno paura di essere licenziati, oppure vogliono essere letti da più persone vista la poca concorrenza
- I giornalisti tv scioperano a singhiozzo denotando un annaquamento della categoria sempre più verso il "vallettismo" che un giornalismo sensato ed indipendente
- Durante lo sciopero sono successe molte cose: la morte di Welby, Berlusconi che torna in Italia, etc etc. Le notizie hanno avuto nuovi canali, i blogger, che essendo veramente indipendenti hanno continuato a dare i loro pensieri al proprio pubblico
- Due coraggiosi editori hanno invitato i sindacati a sedersi ad un tavolo e chiudere l'accordo: sono Nicky Grauso di E-Polis (di cui mi sono occupato qualche giorno fa) e Mario Maestroni della "Provincia di Cremona". Un giornale "free press" ed uno locale non sono sembrati all'altezza e così i sindacati hanno snobbato l'invito. Non ci lamentiamo se poi si iscrivono solo i pensionati a CGIL, CISL e UIL
Speriamo che la questione si risolva in fretta ma l'unica rinascita della categoria è tornare a difendere i cittadini, spiegando loro i fatti e non continuando a proporre news preconfezionate e mille gadget più o meno utili.
Buone Feste a tutti! ;)
I giornali freepress (ovvero quelli che vengono distribuiti gratuitamente davanti ai metro o in giro per la città) hanno sempre avuto un grande difetto: le notizie.
A tutti sarà capitato di leggerli tra miriadi di annunci pubblicitari e qualche notiziola sparsa qua e la. Di solito Metro, Leggo e City peccano in qualità della notizia relegando la lettura ad un semplice sfogliare le pagine.
Vorrei segnalare un nuovo giornale freepress: Epolis
E' un ottimo giornale, ovvero ha articoli di giornalisti e le notizie sono date in modo dettagliato e rigoroso ed in più è gratuito.
Epolis copre molte città italiane: Roma, Milano, Torino, Bologna, Bergamo, Brescia, Firenze, Mestre, Napoli, Padova, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza ed in più la Sardegna.
In più è possibile riceverlo via email e sfogliarlo nel comodo formato pdf.
Un bellissimo progetto che rispetta la qualità della notizia abbracciando la filosofia del freepress.
Spargete la voce e leggetelo! ;)
Se leggiamo solo i giornali italiani e guadiamo solo le televisioni italiane capiamo poco del mondo e tanto delle futili polemiche interne (politica, economia, calcio, etc etc).
Tutti a parlarsi addosso a sbraitare senza nessun costrutto e partendo dal pre concetto che si ha sempre ragione.
In questi giorni sto portando avanti un esperimento: leggere un quotidiano straniero (in lingua inglese) ed informarmi solo tramite siti specialistici (del settore che voglio approfondire).
Il risultato è stupefacente, apprendo che in Arabia Saudita le donne iniziano a votate, che in Sud Africa hanno legalizzato le unioni gay, che Microsoft sta cercando di entrare nelle grazie del governatore del Massachusetts.
La cosa particolare che del nostro Paese a pochissimi importa, se togliamo il calcio non si leggono notizie sulla penisola.
Il privilegio di essere un guru
Ottimo libro di Lorenzo Licalzi, dove il protagonista (Andrea Zanardi) ricalca lo stereotipo dell'uomo che vuole conquistare le donne solo per una notte di sesso (nulla più).
Risate a profusione e lettura piacevole di un romanzo tanto semplice quanto non banale.

Regime
Vorrei segnalare un bellissimo libro scritto da Marco Travaglio & Peter Gomez: Regime.
I due giornalisti ricostruiscono le ultime vicende di censura televisiva, portando riscontri e prove del disegno politico in atto in Italia.
Oggi, per instaurare un regime, non c’è più bisogno di una marcia su Roma né di un incendio del Reichstag, né di un golpe sul palazzo d’Inverno. Bastano i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa: e fra di essi, sovrana e irresistibile, la televisione.
Indro Montanelli
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