Ok, Wladimir Luxuria ha vinto l'isola dei Famosi 6 e si da più risalto ai messaggi sociali che ne derivano (che non ci sono) che alla semplice analisi di questo reality.
Come spesso accade negli ultimi anni la tv utilizza personaggi omosessuali per "sdoganare" la questione gay in Italia. E' toccato prima a Platinette ed ora Wladimir Luxuria portare il vessillo del Gay Pride in tv, ma forse per i direttori di rete era tutto calcolato.
In un paese dove non ci sono vere conquiste sociali dagli anni '70 del divorzio e l'aborto ormai ci si accontenta della rappresentazione televisiva dell'omosessualità che ce l'ha fatta, che ha rotto i vecchi pregiudizi, che si afferma nella società civile. Balle.
Luxuria è stata parlamentare per Rifondazione Comunista ed è stata attaccata da più parti solo per la sua sessualità e non per le sue idee. Finita l'esperienza politica ha utilizzato il suo essere personaggio pubblico per fare qualche soldino in tv. Il problema del movimento gay in Italia è che ogni suo popolare esponente, ben presto abbandona la meta del bene comune (ottenere una riforma civile per i diritti gay) e si lascia ammaliare dalle sirene del successo.
Basti pensare, ad esempio, a Dolce & Gabbana, Aldo Busi, Leo Gullotta che sono accettati per quello che sono, anche se hanno fatto outing in più occasioni. Se la tua sessualità non è un fattore discriminatorio perchè combattere per altri omosessuali non famosi la cui condizione, spesso, è occasione per discriminazioni di vario tipo.
Ogni movimento ha le sue pecche e macchiette come Alessandro Cecchi Paone ormai sparito sia dalla politica che dalla tv che ha forse utilizzato l'essere gay per essere alla moda o comunque ottenere un pò di pubblicità.
Sarei disgustato nel vedere che la vittoria di Luxuria possa riaccendere il dibattito sulle riforme civili per i gay. Questo governo non lo farà, ha troppi problemi da risolvere ed indubbiamente non è una delle priorità in agenda.
Finiti i lazzi e le pacche sulle spalle tornerà il solito paese ancorato al passato, incapace di programmare il proprio futuro che non ha un men che minima idea di come sarà la società civile nei prossimi 5 anni, ma una cosa è certa i gay vinceranno solo in tv.
Come spesso accade negli ultimi anni la tv utilizza personaggi omosessuali per "sdoganare" la questione gay in Italia. E' toccato prima a Platinette ed ora Wladimir Luxuria portare il vessillo del Gay Pride in tv, ma forse per i direttori di rete era tutto calcolato.
In un paese dove non ci sono vere conquiste sociali dagli anni '70 del divorzio e l'aborto ormai ci si accontenta della rappresentazione televisiva dell'omosessualità che ce l'ha fatta, che ha rotto i vecchi pregiudizi, che si afferma nella società civile. Balle.
Luxuria è stata parlamentare per Rifondazione Comunista ed è stata attaccata da più parti solo per la sua sessualità e non per le sue idee. Finita l'esperienza politica ha utilizzato il suo essere personaggio pubblico per fare qualche soldino in tv. Il problema del movimento gay in Italia è che ogni suo popolare esponente, ben presto abbandona la meta del bene comune (ottenere una riforma civile per i diritti gay) e si lascia ammaliare dalle sirene del successo.
Basti pensare, ad esempio, a Dolce & Gabbana, Aldo Busi, Leo Gullotta che sono accettati per quello che sono, anche se hanno fatto outing in più occasioni. Se la tua sessualità non è un fattore discriminatorio perchè combattere per altri omosessuali non famosi la cui condizione, spesso, è occasione per discriminazioni di vario tipo.
Ogni movimento ha le sue pecche e macchiette come Alessandro Cecchi Paone ormai sparito sia dalla politica che dalla tv che ha forse utilizzato l'essere gay per essere alla moda o comunque ottenere un pò di pubblicità.
Sarei disgustato nel vedere che la vittoria di Luxuria possa riaccendere il dibattito sulle riforme civili per i gay. Questo governo non lo farà, ha troppi problemi da risolvere ed indubbiamente non è una delle priorità in agenda.
Finiti i lazzi e le pacche sulle spalle tornerà il solito paese ancorato al passato, incapace di programmare il proprio futuro che non ha un men che minima idea di come sarà la società civile nei prossimi 5 anni, ma una cosa è certa i gay vinceranno solo in tv.

















