Questi sono i miei principi. Se non ti piacciono, ne ho degli altri (Groucho Marx).
BePpE GrIlLo
De PrOfUnDiS
EnZo G. BaLdOnI
FbOsS
La WeBbInA
MaCcHiAnErA
NiNnA tIlL tHe EnD
P2P ReVoLuTiOn
ViSiOnI dI cLiO
*loading* "BlOg VoYeUrS"

Blog sotto
CrEaTiVe CoMmOnS lIcEnSe
Visto che negli ultimi tempi non ci sono più i tanti amati tormentoni dell'estate, ne lancio uno io.
Questo gruppo spacca alla grande...viva la Yatta Dance!
Quando un anno fa sono andato a Sharm El Sheik mi sentivo uno dei tanti occidentali che va a svernare una settimana al caldo egiziano.
A novembre un posto caldo a meno di 4 ore di aereo non lo trovi manco a pagarlo e le agenzie turistiche ti offrono solo quello.
Scendere dall'aereo con il volto pallido cadaverico e con il paile in pieno stile Gustav Thonei, con 50 gradi all'ombra, non è il massimo della vista agli occhi degli egiziani (che magari si aspettavano fisici sculturei e non panzette sudaticcie post ufficio).
La vita a Sharm scorre sempre tutta uguale (per chi non ci fosse mai stato):
Tutto questo per sette giorni, conditi con escursioni in stile boy-scout, shopping con trattative estenuanti (che in confronto Gilardino al Milan è stata una passeggiata).
Quando andai era il novembre 2004 dove morirono i 20 italiani a Nassirya.
Chiesi ad uno degli animatori se non avesse paura di lavorare in un posto abbastanza vicino all'Iraq ed attaccato all'Arabia Saudita (non propriamente la Svizzera ed il Liechestain) e lui mi disse: "Qui non succederà mai nulla!"
Purtroppo è successo
Il sistema pubblico televisivo fa acqua da tutte le parti.
Un canone sempre più alto porta con sè una sempre crescente pubblicità ed una programmazione sempre più da canale privato.
Ci si è scandalizzati per la perdita dei mondiali di calcio 2006 lodando poi la Rai per l'acquisizione dei diritti Champions.
Se uscissimo dal gossip televisivo noteremmo che abbiamo una Rai (ed una televisione in generale) che sembra aver imboccato una strada tecnologica sbagliata.
Si sta puntando moltissimo sul digitale terrestre, ma per ora viene utilizzato solo per la visione delle partite di calcio (che fantasia!).
Il mondo vira su internet e sulle sue grandi potenzialità: la BBC vara un progetto open-source che raccoglierà materiale da trasmettere free e da poter scaricare liberamente, mentre la CBS sta per inaugurare la prima tv interattiva della rete.
Insomma anche in questo settore l'Italia arranca senza idee seduta davanti alla TV a vedere Vieri e soci.
Guy Negre, ingegnere progettista di motori per Formula 1, che ha lavorato alla Williams per diversi anni, nel 2001 presentava al Motorshow di Bologna una macchina rivoluzionaria: la Eolo (questo il nome originario dato al modello), era una vettura con motore ad aria compressa, costruita interamente in alluminio tubolare, fibra di canapa e resina, leggerissima ed ultraresistente. Capace di fare 100 Km con 0,77 euro, poteva raggiungere una velocità di 110 Km/h e funzionare per più di 10 ore consecutive nell'uso urbano. Allo scarico usciva solo aria, ad una temperatura di circa -20°, che veniva utilizzata d'estate per l'impianto di condizionamento. Collegando Eolo ad una normale presa di corrente, nel giro di circa 6 ore il compressore presente all'interno dell'auto riempiva le bombole di aria compressa, che veniva utilizzata poi per il suo funzionamento. Non essendoci camera di scoppio né sollecitazioni termiche o meccaniche la manutenzione era praticamente nulla, paragonabile a quella di una bicicletta. Il prezzo al pubblico doveva essere di circa 18 milioni delle vecchie lire, nel suo allestimento più semplice. Qualcuno l'ha mai vista in Tv? Al Motorshow fece un grande scalpore, tanto che il sito www.eoloauto.it venne subissato di richieste di prenotazione: chi vi scrive fu uno dei tanti a mettersi in lista d'attesa, lo stabilimento era in costruzione, la produzione doveva partire all'inizio del 2002: si trattava di pazientare ancora pochi mesi per essere finalmente liberi dalla schiavitù della benzina, dai rincari continui, dalla puzza insopportabile, dalla sporcizia, dai costi di manutenzione, da tutto un sistema interamente basato sull'autodistruzione di tutti per il profitto di pochi. Insomma l'attesa era grande, tutto sembrava essere pronto, eppure stranamente da un certo momento in poi non si hanno più notizie. Il sito scompare, tanto che ancora oggi l'indirizzo www.eoloauto.it risulta essere in vendita. Questa vettura rivoluzionaria, che senza aspettare 20 anni per l'idrogeno (che costerà alla fine quanto la benzina e ce lo venderanno sempre le stesse compagnie) avrebbe risolto OGGI un sacco di problemi, scompare senza lasciare traccia. A dire il vero una traccia la lascia, e nemmeno tanto piccola: la traccia è nella testa di tutte le persone che hanno visto, hanno passato parola, hanno usato Internet per far circolare informazioni. Tant'è che anche oggi, se scrivete su Google la parola "Eolo", nella prima pagina dei risultati trovate diversi riferimenti a questa strana storia. Come stanno oggi le cose, previsioni ed approfondimenti: Il progettista di questo motore rivoluzionario ha stranamente la bocca cucita, quando gli si chiede il perché di questi ritardi continui. I 90 dipendenti assunti in Italia dallo stabilimento produttivo sono attualmente in cassa integrazione senza aver mai costruito neanche un'auto. I dirigenti di Eolo auto Italia rimandano l'inizio della produzione a data da destinarsi, di anno in anno. Oggi si parla, forse della prima metà del 2006... Quali considerazioni si possono fare su questa deprimente vicenda? Certamente viene da pensare che le gigantesche corporazioni del petrolio non vogliano un mezzo che renda gli uomini indipendenti. La benzina oggi, l'idrogeno domani, sono comunque entrambi guinzagli molto ben progettati. Una macchina che non abbia quasi bisogno di tagliandi né di cambi olio, che sia semplice e fatta per durare e che consumi soltanto energia elettrica, non fa guadagnare abbastanza. Quindi deve essere eliminata, nascosta insieme a chissà cos'altro in quei cassetti di cui parlava Beppe Grillo tanti anni fa, nelle scrivanie di qualche ragioniere della Fiat o della Esso, dove non possa far danno ed intaccare la grossa torta che fa grufolare di gioia le grandi compagnie del petrolio e le case costruttrici, senza che l'"informazione" ufficiale dica mai nulla, presa com'è a scodinzolare mentre divora le briciole sotto al tavolo...
La pioggia cade incessante quasi a lavare queste ennesime bombe londinesi, scoppiate un pò prima di una granata in Iraq o di un mortaio in Africa che precedono le fucilazione di massa in Cina.
Viviamo in in mondo indifferente. Indifferente a tutto quello che ci circonda, al nostro futuro, ai nostri valori, ai nostri sogni.
Indifferente alla fame nel mondo tanto da delegare ai miliardari della voce il nostro dissenso verso un mondo ingiusto (ringrazinadoli comprando la compilation dell'evento che fa tanto figo) o da Bill Gates che forse in Africa non c'è mai stato e se usasse il suo software di navigazione planetaria si troverebbe a Salonicco anzichè a Kinshasa.
Indifferente ai cambiamenti di clima, liquidando tutto con un bel "non esistono più le mezze stagioni". Forse la tecnologia ci salverà, tuona il presidente Bush, ma non vorrei vivere in un mondo virtuale fatto di immagini digitali di laghetti limpidi e animali ormai estinti.
Indifferente alle urla ed alla rabbia di chi per decenni ha subito un embargo, una dittatura ed infine accorgersi che i liberatori erano nuovi carnefici un pò più pallidi dei precedenti.
Indifferente ad eleggere questo o quel presidente, questo o quel uomo politico. Poco importa che sia pro o contro la guerra, se rubi, se calpesti le libertà individuali se stia sempre con i più forti.
Indifferente a fare affari con chi ha le mani sporche di repressione, di censura di continue ed incessanti limitazioni alle libertà individuali. Lì non esportiamo la democrazia...chissà perchè.
Anche questo attentato passerà, ne verranno altri ma l'indifferenza farà tutto scorrere senza accorgersi poi molto di chi è caduto. Verranno ricordati con un minuti di silenzio, migliaia di fiori colorati e tante preghiere.
Forse l'indifferenza ucciderà la nostra società o forse la farà sopravvivere provando meno dolore ai mali del mondo.
Se andate su repubblica.it c'è la possibilità di votare il candidato preferito alle prossime primarie del centro sinistra.
Dopo aver votato, se ritentate di votare di nuovo il sito si "accorge" che avete già votato (giustamente).
Ma se provate a cancellare i cookie (per chi utilizzasse FireFox è Strumenti -> Opzioni -> Privacy -> Cookie -> Svuota per chi utilizza Explorer è Strumenti -> Opzioni Internet -> Cancella Cookie) potete rivotare tranquillamente tutte le volte che volete (ovviamente cancellando i cookie dopo la votazione).
Insomma un sondaggio che lascia il tempo che trova.
Ho segnalato il problema a repubblica.
oggi
gennaio 2008
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
giugno 2006
maggio 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
cazzate a go go
che musica maestro
ciak si gira
internet
letti e riletti
onorevole mi consenta
p2p-tv
phishing
pornotiziario
sesso & porcate
societa civile
sport
zapping
