Ma con tutti i problemi che il digitale terrestre porta con se (costi per il cambio televisore / decoder, segnale assente o poco visibile) non è meglio smettere di vedere la tv?
Pensateci bene, abbiamo una grande occasione per essere meno sudditi e più consapevoli di fronte alle fonti d'informazione.
A volte, poche volte, la tv sa essere ancora maestra ed ammaliatrice. Capita che una sera ti soffermi su un volto, su delle parole che, a poco a poco, diventano sempre più interessanti e dimentichi il telecomando da qualche parte nella stanza.
Ieri sera è capitato tutto questo, grazie a Roberto Saviano. Mi ha raccontanto il suo Sud, non un Sud da rotocalco o da film ma un Sud una volta bellissimo che ha chinato il capo all'ignoranza della camorra. Raccontare i luoghi in cui sei nato, che hai visto piano piano trasformarsi in un qualcosa di irremediabilmente brutto, ti fa acquistare credibilità.
Chi utilizza la parola come strumento di comunicazione deve avere credibilità, deve trasportare lo spettatore in mondi che diventano vivi grazie al racconto. Se non sei credibile i casi sono due: o non stai utilizzando le giuste parole o stai raccontando avvenimenti che non ti appassionano.
Ecco, Saviano mi ha detto che se permetti alla camorra di mettere mano sul territorio, lo distrugge a colpi di cemento, violenza ed ignoranza.
Castelvolturno nè è un esempio lampante. Prima perla naturalistica, ora discarica informe e puzzolente. La cultura che lascia spazio all'oblio, alla paura, alla non speranza per il futuro.
Castelvolturno come l'Italia che ha perso da tempo il culto della bellezza, che non ha più la forza morale e civile di difendere i propri territori, le proprie radici.
Ma la cultura fa sempre ancora troppa paura, a tutte le persone che credono di avere potere. Fanno paura le parole contenute in libri apparentemente insignificanti, non politici ma terribilmente efficaci nella coscienza del lettore.
Bisognerebbe giudicare i propri governanti attraverso una semplice domanda: "Oggi sono felice?". Sono convinto che quasi nessuno si pone questa domanda, perchè se lo facesse forse avremmo politici meno duraturi e più consapevoli del loro ruolo.
Anche quando l'oblio sembra senza fine, ci dobbiamo sempre ricordare che siamo uomini ed in quanto tali possiamo scegliere se rimanere noi stessi, aggrappandoci ai nostri valori non lasciandoli per niente al mondo. Ce lo hanno insegnato scrittori russi come Salamov o Politskaya che hanno visto gli orrori dei gulag o della Cecenia.
Ecco, ieri sera per due ore ho sognato luoghi terribili ed affascinanti al tempo stesso, ho ballato sulle note di Pata Pata di Miriam Macheba, ho capito che gli africani hanno più palle di noi, che leggere libri ti fa crescere come uomo e fa del bene a chi ti sta intorno.
Tutto questo grazie al servizio pubblico e forse il problema della Rai non è il canone tv, ma la qualità delle persone che ci lavorano.
Ma cosa avrà ancora di tanto interessante, dopo 10 anni, il Grande Fratello?. Me lo chiedo dopo che ancora una volta gli ascolti sono andati molto bene e sembra che questo genere di trasmissioni a basso costo intellettuale non conosca crisi.
In questo decennio abbiamo visto di tutto dentro quelle quattro mura di carton gesso che faccio fatica a chiamare casa: tradimenti, bestemmie, scopate, insulti, risse, amori, pianti, transessuali, tettone, gay, intere famiglie, padri e figli, nudi integrali, sequestrati, rom, neri, cinesi, russe, polacche, troie, ciechi e molte altre amenità umane.
Ormai è un grande carrozzone dove, per entrare, devi aver fatto mille provini ed essere finito su centinaia di book fotogratici ed aspettare il tuo turno (dai 3 ai 7 anni di lista d'attesa). Ma tutto questo non ferma migliaia di persone che vogliono entrare dentro e "vivere" l'emozione di essere spiati 24 ore su 24.
I personaggi sono scelti accuratamente per il loro carattere e la loro storia e seguo un preciso filo conduttore: se notate ogni 2 o 3 settimane il personaggio più estremo vie ne eliminato e sostituito da un altro che è rimasto in sordina. Tutto questo per non avere buchi durante i mesi di messa in onda, per tenere alto l'odiens e far parlare tv e riviste di gossip.
Di reale, ormai, non ha nulla anche perchè dopo così tanto tempo tutti sanno regole e modus operandi dentro la casa.
L'unica cosa che spinge ancora il Grande Fratello è la voglia di successo e di notorietà, in una società tv centrica che accetta solo modelli televisivi o poco più.
Il grosso problema è che questa notorietà toccherà pochi eletti, il resto rimpiangerà i cinque mesi passati davanti ad una telecamera.
Trovo molto lodevole la passione di Piovono Rane nel convincere più italiani possibile ad andare a votare per le primarie del PD di questo 25 ottobre.
Disclaimer: spero che vinca Marino
Ho pensato a lungo se era giusto andarci ma alla fine, come detto, non ci andrò per le seguenti ragioni:
Candidati "deboli". Sappiamo tutti che i tre candidati (Bersani, Franceschini, Marino) non sono cavalli vincenti in un'Italia che basa il concetto di autorevolezza sull'immagine, sul bucare il video. Questa cosa farà schifo a molti ma chi non si adegua all'ambiente nazionale è un visionario perdente.
Cambiamento lento. Il processo di rinnovamento del PD mi appare lentissimo ed incerto. Tra cinque anni non so ancora se il PD sarà ancora questa cosa qui oppure sarò morto o riformato con l'ennesimo nome botanico. L'Italia avrebbe bisogno di uno shock rapido e dolorosissimo per poter riattivare quegli ingranaggi fermi da almeno 20 anni.
Tassa di 2 euro.
Può sembrare una cosa marginale, ma molti elettori del PD miei amici mi hanno detto che rinunciano proprio per i 2 euro da pagare per poter votare. Sono il primo a dire che la politica ha dei costi ma se quest'anno il PD arriverà a ricavi per 40 milioni di euro perchè chiedere soldi a chi fa fatica ad arrivare a fine mese?.
Voto non garantito. Se nessun candidato arriverà ad oltre il 50% delle preferenze l'elezione avverrà all'assemblea dei 1000 delegati eletti dalle liste collegate ai tre candidati. In altre parole se nessuno dei tre ha la maggioranza, l'elezione sarà una cosa interna al partito con buona pace delle primarie e del voto degli elettori.
Giovani non protagonisti.
I giovani nel PD sono, ancora una volta, messi alla porta e relegati ad un ruolo di comprimari. La maggior responsabilità di tutto ciò è proprio dei vari Serracchiani, Civati che non hanno avuto il coraggio di concorrere per la segreteria non si sa bene per quale motivo. Un giovane deve concorrere per il massimo, non accontentarsi di un posto in regione o in Europa e far da segretario o sponsor di un candidato. La Serracchiani dopo il push internet è tornato nella routine del partito, invischiata in beghe e polemiche di correnti.
Linea politica. Anche in questo dibattito sulle primarie non si è capito che Italia futura si vuole creare. Qualche attacco al governo, qualche promessa di alleanze politiche o con UDC o IDV ma zero visione del mondo futuro. Mi pare che si viva alla giornata sperando che il governo crolli per colpa sua e non certo per l'opposizione.
Esito scontato. Quasi tutti indicano in Bersani il sicuro vincitore ma da più parti sento dire che queste sono primarie vere. Se sono vere perchè l'esito è così scontato?.
Unione. A me sto partito sembra pieno di correnti in perenne lotta tra loro. Lo scontro è talmente cieco che interessa a pochi formare un movimento politico unito e coeso. Dentro il PD abbiamo tutto e di più senza che nessuna componente sia messa fuori o si prendano decisione drastiche. Tante polemiche, insulti e poi tutti seduti uno vicino all'altro al prossimo congresso. Un caso su tutti: la Binetti.
Opposizione assente. I tre segretari non hanno la forza politica e personale di garantirmi che l'opposizione parlamentare avrà una svolta dopo queste elezioni.
Rinnovamento. Se, ad esempio, Bassolino è ancora in carica alla regione Campania dopo essere indagato per lo scandalo rifiuti ed il suo partito, ovvero il PD, l'ha sempre difeso da tutto e da tutti che speranza ho di vedere facce nuove? Io direi tendenti allo zero.
Scuse. Infine non ho sentito da nessuno, ma proprio nessuno chiedere scuse a tutti gli elettori (me compreso) che avendo votato per il governo Prodi si sono trovati Mastella come ministro della Giustizia. Visti gli ultimi fatti, forse sarebbe stato il caso di iniziare da qui per rinnovare sto benedetto partito.